January 17, 2018

Salim Vally, professore sudafricano e leader del Palestine Solidarity Committee: «Il sistema israeliano è più sofisticato: si applica in forme diverse alle diverse ‘sacche’ di palestinesi. E a differenza degli Afrikaners non è così dipendente dalla manodopera araba»

Salim Vally

Salim Vally

     il Manifesto

Roma, 17 gennaio 2018, Nena News – Da anni attivisti, esperti e ricercatori studiano i parallelismi tra il Sudafrica del dominio Afrikaners e il regime che Israele ha imposto sulla popolazione palestinese. Alla base sta il concetto di apartheid che, seppur con ovvie differenze storiche, è applicato ai due sistemi e che è definito dal diritto internazionale come «regime istituzionalizzato di oppressione sistematica e di dominio di un gruppo razziale su qualsiasi altro gruppo razziale».

January 18, 2018

Ahmed Jarrar, colpito in un edificio di Jenin, secondo Israele sarebbe il responsabile dell’agguato in cui lo scorso 9 gennaio è rimasto ucciso un colono. Suo padre, Nasr Jarrar, ucciso nel 2002, era un comandante militare di Hamas

polizia

Gerusalemme, 18 gennaio 2018, Nena News – Si chiama Ahmed Jarrar, 22 anni, il palestinese ucciso la scorsa notte in un raid di unità speciale dell’esercito israeliano a Jenin, nel nord della Cisgiordania occupata. Secondo i media israeliani Jarrar, sorpreso assieme ad altri giovani palestinesi in un edificio, sarebbe il responsabile dell’agguato nei pressi di Nablus in cui lo scorso 9 gennaio è rimasto ucciso un colono israeliano, Raziel Shevack.

Middle East Eye, 18 January 2018

Activists are often arrested for what they write on Facebook, or even posts they are tagged in

Graffiti depicting founder of Facebook Inc Mark Zuckerberg on the Israeli separation barrier (AFP)

A fifth of Palestinians, including those with Israeli citizenship, have been arrested or investigated by either Israeli or Palestinian authorities for sharing their opinions online, according to results of a poll published by 7amleh in 2017.

r/project

 

La dualità del progetto sionista: sfuggire all’opposizione razzista e riprodurla nel contesto coloniale.

La dualità tra la posizione degli oppressi e quella degli oppressori non è rara nella storia. In particolar modo nel caso di movimenti nazionali che incarnano la lotta di una nazione oppressa per liberarsi dal colonialismo, mentre questa stessa nazione opprime nel proprio paese una minoranza – sia essa nazionale o razziale o religiosa o appartenente a qualsiasi altra identità – e che il movimento nazionale non riconosca quest’ultima oppressione o, peggio, la approvi con vari pretesti come ad esempio quello di accusare la minoranza di costituire una “quinta colonna” del colonialismo.[1]

Haaretz, Jan 16, 2017

 

When Israeli officers sanctimoniously warn that 95 percent of Gazas water is unfit to drink, they ignore the original absurdity: Israel forces Gaza to make do with water from the aquifer located within its borders. This aquifer, which supplied water to some 300,000 people in 1950, is now supposed to supply the same amount to two million people. Its no wonder theres overpumping and contamination by sewage and seawater.