Roma, 14 aprile 2018

Esprimo la mia opinione in quanto ebreo italiano, della Rete ECO, Ebrei contro l’Occupazione Israeliana. Sono un ebreo anti – sionista, difendo le ragioni dei palestinesi.

Sono nato e cresciuto nell’epoca delle indipendenze dalla colonizzazione. I palestinesi avevano e hanno il diritto alla loro indipendenza, indipendenza di tutta la Palestina, come tutti gli altri paesi colonizzati.

Da ebreo sono vissuto e ho lavorato in 14 paesi musulmani e sono legato al mondo arabo e musulmano. Sono legato alla Palestina. Sono stato a Gaza e ho visto con quale dignità sopravvivono alla prigionia loro inflitta da Israele e da tutto il mondo che non si oppone alle ingiustizie di Israele. Per esser stato a Gaza, non posso più entrare in Israele: sono un prigioniero “amministrativo” anch’io!

Molti ebrei hanno deciso di andare in Palestina perché un loro Stato sarebbe stato la loro sicurezza dalle persecuzioni. Io penso che la mia sicurezza me la conquisto e me la difendo nel mio paese facendo il mio doveroso lavoro politico. Sono italiano, il mio posto è in Italia e mai sarò sionista. Non posso ammettere che gli ebrei sionisti, per loro paure, non riconoscano i diritti dei palestinesi, facciano loro subire persecuzioni, umiliazioni e carcere illegale (perché senza difesa, senza processo). Non posso accettare che i Palestinesi soffrano per persecuzioni agli ebrei di cui non hanno alcuna responsabilità.

L’ONU non riconosce la guerra come strumento di politica internazionale: Israele è il paese che ha combattuto più guerre nell’ultimo secolo e tutte guerre per evitare il negoziato e la pace.

I palestinesi vanno in prigione per la loro lotta contro un’occupazione neo-coloniale del loro paese: il diritto internazionale riconosce loro il diritto a combattere per i loro diritti.

Una gran parte dei palestinesi vanno in carcere senza processo. Siamo lontani dalle regole base di una democrazia borghese, laica. Israele è un paese non democratico, razzista e teocratico. Diciamolo chiaramente.

Ricordiamoci delle prigioni per gli antifascisti in Spagna. Mai dimenticarci della guerra di Spagna contro il Franchismo.

Prigioni per ebrei in Europa tra le due guerre mondiali e per la Shoah. Mai dimenticarsi che i nostri combattenti delle Resistenze Italiana ed europea erano chiamati “banditi” dai nazisti. Avevamo ogni diritto a combattere per la nostra libertà. Tanti ebrei, in Italia e in Europa, hanno partecipato alla lotta per la Resistenza. Quel diritto alla lotta, alla guerra che riconosciamo ai nostri combattenti per la libertà non possiamo negarlo ai Palestinesi.

Affermiamo che l’Italia è rinata paese democratico con la Resistenza: così sia per la Palestina.

Ricordiamoci della prigione di Nelson Mandela: lui ha sempre difeso la Palestina e i Palestinesi. Ha combattuto contro l’apartheid: quello Sud-Africano non era diverso da quello Israeliano.

I palestinesi hanno ogni diritto a lottare per la loro libertà, contro gli insediamenti illegali che nessuno Stato riconosce, salvo il regime fascistoide di Trump.

E qui parlo ai sionisti e agli ebrei che hanno paura ad opporsi ai sionisti. E’ molto doloroso per un ebreo vedere come il sionismo rinneghi l’ebraismo originario: i sionisti si dimenticano delle lamentazioni nella Bibbia per essere tenuti prigionieri in Egitto, in Babilonia, in Mesopotamia, sotto l’impero Romano. Rigrazio Shmuel Gertel per l’aiuto che mi ha dato a capire queste questioni.
1) la liberazione dalla schiavitù in Egitto – memoria collettiva (e in questo senso parte dell’ethos ebraico), celebrata ogni anno durante la festa di Pesach appena conclusa (sabato 7/4), e come recitiamo nella “haggadà” – il testo recitato la prima notte di Pesach: “in ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall’Egitto, come è detto (Esodo 13:8): ‘Tu, in quel giorno racconterai a tuo figlio e dirai a lui: Noi facciamo queste cose per ciò che il Signore fece a me quando uscii dall’Egitto.’ Infatti Dio santo e benedetto non ha liberato soltanto i nostri padri ma, con loro, ha liberato anche noi.”
2) La giustizia e l’uguaglianza:
Deuteronomio 16:20: “Giustizia, giustizia seguirai” (così importante che viene ripetuta nel versetto)
Levitico 24:22: “Una sola legge avrete, uguali saranno il forestiero e l’indigeno, perché Io sono il Signore vostro Dio.”  (ovviamente senza dare del “forestiero” ai palestinesi indigeni)
3) La visione durissima della prigionia, considerata peggio della fame e persino della morte (Talmud babilonese Bavà Batrà 8b), e l’obbligo religioso di fare sforzi immani per liberare i prigionieri, un obbligo considerato “mitzvà rabbà” (precetto/obbligo religioso di grande importanza). Maimonide scrive: “L’obbligo di riscattare i prigionieri viene prima ancora dell’obbligo di sostenere e vestire i poveri, e non c’è un obbligo religioso più importante di riscattare i prigionieri…. E chi ignora il suo riscatto viola i divieti ‘Non dovrai indurire il tuo cuore né chiudere la tua mano’ (Deut. 15:7); e ‘Non assistere inerte al pericolo del tuo compagno’ (Levitico 19:16); ‘Dovrai invece aprire a lui la tua mano’ (Deut. 15:8); ‘sicché possa vivere tuo fratello presso di te’ (Lev. 25:36); ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’ (Lev. 19:18).”

Ricordiamoci che non combattere contro le ingiustizie di un regime militare e razzista significa che ne saremo presto o tardi anche noi vittime, semplicemente perché non ci siamo opposti come Italia e come Europa. Abbiamo ogni diritto a criticare Israele ed il sionismo perché noi siamo una democrazia, Israele non lo é.