11 mar 2015

Israeliani alle urne tra una settimana per rinnovare la Knesset. Secondo i sondaggi, si profila un tesa a testa tra il premier uscente e il candidato dell’Unione sionista, che  guadagna consensi e rimescola le carte

Roma, 11 marzo 2015, Nena News – Molti analisti guardano alle elezioni del 17 marzo in Israele come a una sorta di referendum sul premier Benjamin Netanyahu (65 anni), che finirà con un terzo mandato consecutivo per Bibi. Ma quando manca una settimana al voto, l’esito dello scrutinio non sembra più così scontato e a mettere un po’ di pepe in questa campagna elettorale incentrata sulla sicurezza (e sulle paure degli israeliani) è il laborista Isaac Herzog, 54 anni, fondatore con Tzipi Livni della lista di centrosinistra Unione sionista.

Haaretz, 06.03.15

 

Despite the PLO Central Council's vote, Palestinian President Mahmoud Abbas, as head of PLO Executive Committee, is not expected to implement this decision anytime soon.

 

Gary Sick lists five significant omissions: 1. Iran has dramatically reduced its stockpile of enriched uranium. Remember Bibi’s cartoon bomb that was going to go off last summer? Well, it has been drained of fuel, and that will probably continue to be true indefinitely. No mention.

Middle East Eye, 2 March 2015

 

Hashesh spent ten months in an Israeli jail, after arriving at a plea bargain. Within a few months of his release, however, the Palestinian preventive security forces detained him again.

09 mar 2015

Protesta molto partecipata a Tel Aviv contro l’attuale leadership, accusata di parlare di minacce esterne e non dei reali problemi del paese. Ma il premier non si scompone e chiude al dialogo con i palestinesi.

Gerusalemme, 9 marzo 2015, Nena News – Per gli organizzatori erano 40mila gli israeliani in piazza sabato scorso per “il cambiamento”: “Bibi, hai fallito. Vattene a casa”, gridavano gli slogan e i cartelli. Dopo due mandati (o quasi) di Benjamin Netanyahu, una parte dell’opinione pubblica chiede di cambiare i vertici del paese. Gli attuali, dicono i manifestanti a Tel Aviv, non sono in grado di affrontare la crisi economica e sociale di Israele, con la testa solo le fantomatiche minacce iraniane e islamiste.