28 mar 2015

E’ uno degli slogan che ieri 150 attivisti israeliani hanno scandito all’ingresso della Città Vecchia dove si fanno più intense le azioni del movimento dei coloni. Uno di loro racconta le crescenti difficoltà per coloro che in Israele si battono contro l’occupazione e per i diritti dei palestinesi

il Manifesto

Gerusalemmen, 28 marzo 2015, Nena News – Sono arrivati alla spicciolata mentre il flusso di fedeli musulmani che aveva affollato la Spianata della moschee per le preghiere del venerdì, lasciava la città vecchia passando per la Porta di Damasco, facendo lo slalom tra le bancarelle di ambulanti decisi a vendere tutto. Poi poco alla volta il numero degli attivisti israeliani contro l’occupazione è aumentato. Alle 13.30, l’ora del raduno, erano più o meno 150. Pochi ma fino a un certo punto se si considera che Israele ha appena riconfermato al potere, con un mezzo plebiscito, Benyamin Netanyahu, il suo partito Likud e il resto della destra. Tra gli attivisti alcuni volti noti di tante battaglie, quasi tutte perse, ma anche giovani, ragazzi delle scuole superiori. Hanno issato gli striscioni con le scritte “Basta all’occupazione”, “Fermate la colonizzazione di Gerusalemme”, “No all’espulsione dei palestinesi”, e tra rulli di tamburi si sono avviati verso via Salah Edin, l’arteria commerciale della Gerusalemme araba.

04 apr 2015

«L’accordo legittima l’illegale programma atomico iraniano», ha sostenuto ieri il premier Netanyahu sorvolando sul fatto che Israele era e resta l’unica potenza nucleare in Medio Oriente. Il primo ministro ha anche esortato le parti coinvolte a condizionare l’accordo finale al riconoscimento di Israele da parte di Tehran

- Il Manifesto

Gerusalemme, 4 aprile 2015, Nena News –

Benyamin Netanyahu che già giovedì notte, durante la conversazione telefonica con Barack Obama, aveva descritto l’intesa sul nucleare raggiunta a Losanna dal gruppo del 5+1 con l’Iran, come «pericolosa per Israele», ieri è rimasto riunito per tre ore con il Consiglio di difesa, i principali ministri del suo governo, allo scopo di formulare una posizione ufficiale. Al termine dell’incontro è stato comunicato il secco rifiuto dell’accordo, con voto unanime. Il primo ministro ha prima usato toni più morbidi, negando che Israele abbia come unica alternativa un attacco militare contro le centrali atomiche iraniane.«Qualcuno ora dice che la sola alternativa a questo cattivo accordo è la guerra. Non è vero – ha detto – c‘è un’altra alternativa: restare saldi, aumentare la pressione sull’Iran fino a quando sarà raggiunto un buono accordo». Poi è passato all’offensiva.

03 apr 2015

L’episodio è avvenuto due giorni fa ad al-Khan al-Ahmar dove si trova la struttura scolastica realizzata con pneumatici, argilla e legno.

Roma, 3 aprile 2015, Nena NewsDue giorni fa le forze armate israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio beduino di al-Khan al-Ahmar e, secondo un ufficiale di Fatah, avrebbero sequestrato 12 pannelli solari portatili donati agli abitanti dall’Istituto di Ricerca Applicata di Gerusalemme. Nel corso del raid militare un bambino è stato aggredito ed è stato portato all’ospedale di Gerico in stato di incoscienza.

03 apr 2015

Israele non rinuncia all’opzione militare contro l’Iran, ha messo in chiaro il ministro dell’intelligence Yuval Steinitz. Conteranno anche le politiche dell’Amministrazione Usa post Barack Obama e delle monarchie e dei regimi arabi sunniti schierati contro Tehran

 – Il Manifesto

Roma, 3 aprile 2015, Nena News – Occorre non farsi troppe illusioni. Il successo del negoziato a Losanna tra il gruppo del 5+1 e Tehran e l’accordo finale, ormai a portata di mano, da siglare entro la fine di giugno, non contribuiranno ad allontanare la possibilità di una nuova e più devastante guerra in Medio Oriente. Le importanti concessioni fatte dall’Iran – che in cambio della fine delle sanzioni economiche e diplomatiche ha accettato di arricchire l’uranio in un solo impianto (Natanz) – non placheranno chi mira a mantenere il controllo strategico della regione. Israele boccia l’accordo e, lo ha ripetuto anche ieri, non rinuncia all’opzione militare, ossia ad un attacco aereo contro le centrali atomiche iraniane. E le petromonarchie del Golfo, con in testa l’Arabia saudita, ora si lanceranno in una corsa al nucleare. Il Pakistan, che vive anche di aiuti economici sauditi, presto potrebbe realizzare il desiderio dell’alleata Riyadh di aprire impianti per la produzione di energia atomica.

03 apr 2015

Siglata ieri a Losanna una intesa che mette fine a oltre un trentennio di isolamento diplomatico ed economico iraniano. Soddisfazione a metà per Teheran e Washington, cauto il Congresso Usa. La data limite per la chiusura del negoziato è fissata al 30 giugno.

Roma, 3 aprile 2015, Nena News – Vago e insoddisfacente, ma pur sempre storico. L’accordo sul nucleare siglato ieri sera a Losanna, dopo una maratona di otto giorni delle delegazioni di Usa, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Iran che ha sforato la data-limite concessa per raggiungere un primo accordo quadro, promette di essere discusso, osteggiato e rimaneggiato ancora. Ma ciò non toglie che alla fine c’è e mette fine a oltre un trentennio di isolamento diplomatico ed economico iraniano.