Haaretz, Feb. 19, 2016

 Najah Mohammed Muqbel

 

A few youths threw stones at soldiers who, as usual, had infiltrated deep into the camp. One bullet struck Omar. He wasn’t yet 16; he died 10 days before his birthday, his mother tells us.

The Palestine Chronicle February 05, 2016

More than one third of the 500,000 Palestinian refugees in Syria have been displaced by the ongoing conflict, a new report has revealed.

 

Conflict in and around Yarmouk camp has left some 18,000 refugees, including 3,500 children, without food, water and medical supplies, according to UN.


Aug 19, 2015
 


Al-Yarmouk camp, south of Damascus on January 31, 2014.
Residents wait to receive food aid distributed by the U.N. Relief and Works Agency (UNRWA) at the besieged al-Yarmouk camp, south of Damascus on January 31, 2014.Reuters

Typhoid has broken out among residents of the Yarmouk Palestinian refugee camp in Syria, the United Nations said on Wednesday, warning of further disease outbreaks because of the appalling conditions there unless aid reaches the camp.

Con l’arrivo della stagione fredda le già difficili condizioni di vita nel campo profughi palestinese in Libano si aggravano ulteriormente. Una situazione che va avanti ormai da 67 anni.

Un'altro inverno a Shatila

Beirut, 23 dicembre 2015, Nena News - Vicoli stretti, odore di narghilé alla menta, ragnatele di cavi elettrici ad altezza uomo: questa è Shatila, uno dei due campi profughi nella periferia sud di Beirut. Qui vivono da 15 a 20 persone al metro quadro.

E’ stato preso in cura negli ospedali romani il primo gruppo di bambini palestinesi provenienti dalla Siria, portato in Italia dall’UNRWA con un’operazione umanitaria e affetto da gravi patologie che in Siria non c’è possibilità di trattare

 

L'arrivo dei bambini e dei loro genitori all'aeroporto di Fiumicino, lo scorso 18 settembre (Foto: UNRWA)

L’arrivo dei bambini e dei loro genitori all’aeroporto di Fiumicino, lo scorso 18 settembre (Foto: UNRWA)

video di Sonia Grieco

Roma, 30 settembre 2015, Nena News - La piccola Seba, cinque anni, ha visto la guerra per quasi tutta la sua vita. Nata nel campo profughi palestinese di Yarmouk, alla periferia di Damasco, era dai nonni quando l’assedio imposto dall’esercito governativo ha colpito il campo e l’ha separata dalla mamma per un anno e mezzo. Ora Seba è a Roma, e aspetta che i medici le rimuovano il neuroblastoma di cui è affetta: fa parte di un gruppo di bambini palestinesi siriani fatti arrivare in Italia con un’operazione umanitaria organizzata dall’UNRWA – l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi – per fornire le cure mediche che la Siria, straziata dalla guerra, non poteva più offrirle.