19/1/2017

L’UNRWA è l’unica agenzia che opera all’interno del Gaza Camp, nessuna NGO è operativa con programmi o progetti in sostegno della comunità. Il cibo scarseggia, il tasso di disoccupazione è alle stelle, ci sono solo cinque scuole per oltre 5 mila minori ed altri 4 mila non frequentano scuola

Pochi 1

Jerash, Giordania, 19 gennaio 2017, Nena News – Gaza camp è abitato da oltre 30 mila palestinesi – ammassati in poco più di 0.75 Kmq – provenienti da Gaza. Si trova nella città di Jerash, nel nord della Giordania ed è uno dei primi campi in Giordania, formatosi nel 1968 come “campo d’emergenza” in seguito alla “guerra dei sei giorni” del 1967.

Dopo le proteste dei profughi palestinesi, l’agenzia Onu sospende per un mese le nuove politiche ospedaliere in attesa di nuove soluzioni. Una scelta che era stata dettata dal mancato versamento dei finanziamenti da parte dei donatori internazionali

Sit-in di fronte alla sede Onu di Beirut (Foto: Olga Ambrosiano/Nena News)

Sit-in di fronte alla sede Onu di Beirut (Foto: Olga Ambrosiano/Nena News)

– Foto: Olga Ambrosiano  

Beirut, 25 marzo 2016, Nena News – Le proteste dei rifugiati palestinesi hanno sortito il loro effetto: lunedì l’agenzia dell’Onu Unrwa, responsabile dei servizi ai profughi palestinesi, ha decido di sospendere per un mese – fino al 21 aprile – i nuovi protocolli sulla sanità.

IMG_0770Si apre dunque uno spiraglio: l’agenzia si è impegnata a dialogare con i leader dei rifugiati palestinesi per trovare insieme una soluzione alla crisi finanziaria che attanaglia l’Unrwa, duramente colpita dal mancato versamento dei finanziamenti da parte dei donatori stranieri. L’apertura è giunta dopo un incontro ad Amman tra il commissario generale dell’agenzia Krahenbuhl, il ministro del Lavoro palestinese Majdalani e rappresentanti dell’Olp e dell’Anp.

Nel campo di Burj al-Shemali è partita la protesta contro i tagli all’agenzia Onu Unrwa, dovuti alle mancate donazioni degli Stati. Abbiamo raccolto le voci dei rifugiati nel campo profughi di Shatila a Beirut

Il centro medico dell'Unrwa nel campo profughi di Shatila (Foto: Valentino Armando Casalicchio/Nena News)

Il centro medico dell’Unrwa nel campo profughi di Shatila (Foto: Valerio Armando Casalicchio/Nena News)

Beirut, 16 marzo 2016, Nena News – L’11 gennaio 2016 Omar Khudeir, talassemico, per protestare contro i tagli alle spese sanitarie dell’Unrwa – l’agenzia che si occupa dei rifugiati palestinesi – si diede fuoco fuori dalla clinica del campo profughi di Burj al-Shemali, nella periferia di Tiro (Sour), in Libano. Il gesto estremo provocò manifestazioni dei palestinesi da Gaza a Tripoli (Libano), passando per la Siria e la Cisgiordania.

Haaretz, Jan. 22, 2017

 

Words were exchanged between her son and the soldiers. At one point he called out, “Allahu akbar” – “God is great.” Mohammed often used that expression, his mother says, but for the soldier it was probably what sealed her son’s fate. Fawziya recalls seeing a flash of red light from the soldier’s rifle, and then the shooting began. One bullet in her son’s leg from zero range, another volley aimed at the torso, and finally a bullet to the back of the neck.

12/1/2017

Il campo profughi palestinese a Beirut, già in condizioni terribili, ospita oggi migliaia di rifugiati dalla Siria. Ma a coloro che vogliono lasciare Shatila al suo destino risponde chi al contrario non rinuncia ai diritti e alla giustizia. Come Abu Mujahed del CYC

Shatila. Profughe siriane davanti a un ambulatorio medico (foto Michele Giorgio)

Shatila. Profughe siriane davanti a un ambulatorio medico (foto Michele Giorgio)

– IL MANIFESTO

Campo profughi di Shatila (Beirut), 12 gennaio 2016, Nena News – La finestra dell’ufficio di Abu Mujahed nel Children and Youth Center (CYC) affaccia su un cortile rettangolare delimitato da edifici fatiscenti. Su uno di essi, quello un po’ più alto, dominano i poster con i volti dei tre leader del Fronte popolare per la liberazione della Palestina.