Haaretz, Jul. 1, 2015

An old map of 'Greater Israel,' other countries labeled 'Enemies.'

An old map of 'Greater Israel,' other countries labeled 'Enemies.' Art by Sivan Hurwitz. Photo by David Sheen

 

More often than not, the borders [that] maps delineate [in Jewish day school] are roughly of the land God promised to the Israelites in the Bible — without any indication of Palestinian territories.

L’Express, 16 juillet 2015

 

Le 29 juillet 2014, vers 20 heures, il téléphone aux parents d’un journaliste de Rue89, Benoît Le Corre, auteur d’un portrait peu flatteur à son égard. Ulcan se fait passer pour un policier. "Votre fils est mort, lâche-t-il. Il est mort. Il est mort." Trois jours plus tard, un autre appel, au commissariat cette fois, provoque l’intervention des forces de l’ordre chez les Le Corre. Le 6 août, le père, Thierry, est victime d’un malaise cardiaque et décède quelques semaines plus tard, à 56 ans, sans avoir repris connaissance. La farce tourne à la tragédie et suscite la nausée lorsque, après les obsèques, le récidiviste appelle le fils pour le narguer : "Je peux faire livrer une couronne ?"

AFP, Jul. 7, 2015

3 photos

FILE - In this Wednesday, Oct. 31, 2012 file photo, French demonstrators and supporters of... Read more

 

the so-called BDS movement appears to be gaining momentum — so much so that Israel has identified it as a strategic threat on a par with Palestinian militant groups and the Iranian nuclear program

Il racconto di Charlie Andreasson, membro della Freedom Flotilla III, a bordo della nave bloccata dalla marina israeliana in acque internazionali.

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Mantova, 15 luglio 2015, Nena News – L’attivista svedese Charlie Andreasson era a bordo della “Marianne”, una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla III, che lo scorso 29 giugno, in acque internazionali e a una distanza di circa 100 miglia nautiche da Gaza, è stata attaccata e sequestrata dalla marina israeliana. Secondo la Coalizione della Freedom Flotilla si tratta di una violazione del diritto marittimo internazionale.

 Almeno 500 minorenni hanno perso la vita nei raid israeliani su Gaza la scorsa estate. L’Onu ammonisce gli israeliani, ma li tiene fuori dalla lista degli Stati che violano i diritti dell’infanzia. Intanto, il 25 i palestinesi sottoporanno la loro prima denuncia alla Corte penale internazionale



Roma, 19 giugno 2015, Nena News – Un anno nero, il 2014, per i bambini che vivono in zone di guerra e in particolare per i bambini di Gaza, che la scorsa estate hanno vissuto sotto i raid israeliani per oltre 50 giorni. Alla fine dell’offensiva militare ‘Margine Protettivo’ erano stati uccisi oltre 500 minorenni.