13 mag 2015

 Grossa perdita per la ISDS, accusata da attivisti  e sindacalisti di avere lavorato con le dittature centroamericane degli anni Ottanta. Adesso i comitati pro Palestina puntano a far cancellare anche i contratti con il Comitato Olimpico

Roma, 13 maggio 2015, Nena News – Per la compagnia di sicurezza israeliana ISDS sfumano 2,2 miliardi di dollari, ma il BDS mette a segno un grosso successo in Brasile, dove il governo ha escluso la compagnia dagli appalti per le Olimpiadi del 2016. E non è l’unico risultato ottenuto degli attivisti della campagna mondiale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele (BDS) nel Paese sudamericano: alla fine del 2014, infatti, lo Stato brasiliano di Rio Grande do Sul cancellò un contratto con l’azienda israeliana di armi Elbit System per lo sviluppo di un centro di ricerca aerospaziale.

Soddisfatti attivisti e sindacati. Julio Turra, il segretario generale del CUT, la più grande organizzazione di lavoratori del Paese, ha dichiarato in un comunicato riportato dal sito Electronic Intifada che “sarebbe stato illegale e vergognoso assumere una compagnia che sviluppa tecnologie in complicità con i crimini di Israele e che colleziona lamentele per il proprio coinvolgimento con le dittature del Centro America”.

L’ISDS, fondata a Tel Aviv nel 1982 da un colonnello in congedo dell’esercito, ha stretti legami con le Forze armate dello Stato ebraico e la sua presenza in America Latina risale agli anni Ottanta. Una presenza non certo onorevole, a detta di attivisti e sindacalisti brasiliani. In Honduras e in Guatemala, affermano, si occupò della sicurezza, delle strategie “antiterrorismo”, delle forniture tecnologiche e belliche, dell’addestramento dei paramilitari e delle unità dell’esercito che si occupavano degli oppositori. Secondo gli autori del libro ‘L’industria del “terrorismo’, Edward Herman and Gerry O’Sullivan, addestrò le squadre della morte in Honduras, che seminavano terrore tra gli oppositori con torture, rapimenti e omicidi. In Nicaragua, invece, aiutò e armò i Contras che cercavano di rovesciare il governo sandinista.

Due anni fa i vertici della ISDS esultarono annunciando l’aggiudicazione del succulento appalto per il mantenimento della sicurezza durante le competizioni olimpioniche. La stampa israeliana fece eco alla compagnia parlando di “un risultato senza precedenti per Israele”. Ma dopo pochi mesi, il ministero brasiliano della Giustizia negò e chiarì, in una nota, che “ogni contratto stipulato da Rio 2016 non può risultare in un compromesso da parte del governo brasiliano”. Per il sindacato, fu il frutto delle pressioni esercitate su Brasilia.

Un lavoro di lobby che ha ottenuto risultati importanti, ma che si pone ulteriori obiettivi in vista dell’appuntamento con le Olimpiadi. Nel mirino c’è il Comitato Olimpico che ha nominato suo fornitore ufficiale per i giochi proprio l’ISDS. Quindi la compagnia israeliana non è proprio fuori da Giochi, ma il suo guadagno è stato notevolmente ridotto. D’altronde sul sito Rio 2016 risultano altri fornitori israeliani, tra cui l’azienda di biglietteria e intrattenimento live Eventim.

Gli attivisti hanno annunciato battaglia e faranno pressione sul Coesrio, cioè l’agenzia governativa responsabile per i giochi olimpici che, come ormai accade per tutti questi appuntamenti sportivi internazionali, attraggono contractor per la sicurezza da ogni parte del mondo. “I giochi non possono significare un acuirsi delle pratiche repressive nel nostro Paese, o la promozione di azioni illegali e immorali”, ha detto Maristela Pinheiro, esponente del Comitato di solidarietà con popolo palestinese di Rio de Janeiro. Nena News

 

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