al-Monitor, February 4, 2016

 

The manifesto's authors explain that by removing some 200,000 Palestinians from the municipal boundaries of Jerusalem, the city’s Jews will constitute more than 80% of its residents, and the percentage of Palestinians will drop to less than 20%, from the nearly 40% today. Not only that, they stress, revoking the Palestinians’ Israeli residency permits will ease the economic burden these villages impose on the Israeli taxpayer — some 2-3 billion Israeli shekels ($500-$750 million) in revenue and municipal taxes annually.

ynet, 17.1.16

Abbey targeted once again, with on inscription reading 'death to Christians, enemies of Israel; graffiti also found at the Austrian Hospice in the Old City.

 

more than ten different Hebrew inscriptions were spray-painted on the wall, "seemingly written by different hands, translate to English 'Christians to hell,' 'death the Christians, the heretical enemies of Israel,' 'revenge for the Israelites,' and 'Fallout is his name.'"

Haaretz, Jan. 29, 2016

 

Extra funding won't be available to schools that stick with Palestinian curriculum, Haaretz has learned, yet money comes from budget that is supposed to serve all East Jerusalem schools.

 

The Education Ministry will encourage East Jerusalem schools to switch from the Palestinian curriculum to the Israeli one by offering extra funding to those that agree, according to a ministry plan completed a few weeks ago, Haaretz has learned.

Li offre il ministero dell’istruzione israeliano, ha rivelato il quotidiano Haaretz. Diana Buttu: «Israele vorrebbe trasformare i palestinesi in sionisti, convincerli ad abbracciare la narrazione israeliana di quanto è accaduto in questa terra». Sullo sfondo il sistema scolastico palestinese in condizioni critiche

Gerusalemme. Una scuola palestinese. Foto REUTERS/Mohamad Torokman

Gerusalemme. Una scuola palestinese. Foto REUTERS/Mohamad Torokman

Il Manifesto

Gerusalemme, 1 febbraio 2016, Nena News – Nessuno può accusare di scarso impegno il ministro israeliano dell’istruzione Naftali Bennett. Un impegno che però sembra indirizzarsi più verso obiettivi politici che a favore dell’apprendimento degli studenti. Alla fine del 2015 Bennett aveva vietato gli interventi nelle scuole ai rappresentanti di “Breaking the Silence”, l’Ong dei soldati israeliani che rompono il silenzio su crimini commessi nei Territori occupati. A inizio del nuovo anno ha proibito l’uso nelle scuole superiori del romanzo di Dorit Rabinyan “Borderlife” che racconta la storia d’amore tra una ebrea e un palestinese. Ora, riferiva ieri in prima pagina il quotidiano Haaretz, il ministero dell’istruzione prepara un piano che prevede fondi extra solo per le scuole arabe di Gerusalemme Est che adotteranno il programma israeliano al posto di quello palestinese.

Gerusalemme. E’ quello che affermano i palestinesi per spiegare la campagna contro le pipe ad acqua lanciata dal Comune israeliano che sta mettendo in ginocchio decine di hotel, ristoranti e caffè nella zona araba della città. Le autorità israeliane negano e parlano di azione volta a tutelare la salute pubblica. Intanto resta grave la crisi dello storico teatro palestinese al Hakawati sommerso dai debiti

narghile

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 30 dicembre 2015, Nena NewsMisure volte a tutelare la salute o molestie con finalità politiche? Raed Saada se lo domanda da diversi giorni, da quando gli ispettori israeliani del comune di Gerusalemme, gli hanno fatto una multa di 5mila shekel (circa 1.200 euro) perchè il narghilè figura nel menù del ristorante nel giardino coperto del suo albergo, il Jerusalem Hotel, a poche decine di metri dalla Porta di Damasco. «È stato un controllo improvviso, mai avvenuto negli ultimi anni, al mio hotel e in decine di albeghi, ristoranti e caffè della zona araba della città», racconta Saada. «Gli ispettori mi hanno detto che il comune sanzionerà severamente i locali pubblici (palestinesi, ndr) che continueranno a violare il divieto di fumare», prosegue Saada «noi però ci chiediamo perchè, proprio ora, le autorità israeliane abbiano deciso di far rispettare questo divieto. E si accaniscono contro i narghilè che rappresentano una fonte di guadagno sicuro per decine di hotel e caffè nel settore arabo della città».