il Sole 24 ore, 15 marzo 2015

 

“[...] Il mio patriottismo è stato sopravvivere qui, a Gerusalemme. Costruire una casa e trovare un lavoro qui, a Geruslemme, per ognuno dei miei quattro figli maschi. Ora ho anche 12 nipoti. Noi siamo qui, restiamo qui. Esattamente come fece mio padre, tanti e tanti anni fa. Scappammo in Giordania per qualche mese, lasciando la nostra casa di Gerusalemme Ovest, nel quartiere di German Colony. Oggi ci vivono degli israeliani e dopo così tanto tempo hanno diritto anche loro di chiamarla casa.

Haaretz, 24.11.14

 

Then we are told: “They are ingrates. They make trouble, they are murderers by nature. What, because of the neglect of their infrastructure they murder with butcher knives? Because of construction bans they run people over and kill them? Because of the revocation of their residency status and expulsion from the country they shoot fireworks at the police?”

Haaretz, 08.03.15

 

Col. Einav Shalev, the Central Command’s operations officer [...] added: “There are places where we have thinned out the amount of training significantly [...]. [W]e, as a military system, bring down much of the training to the Jordan Valley.”