´Ultimo ingresso'
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- Categoria: Riflessioni
- Pubblicato Giovedì, 18 Gennaio 2007 12:48
- Scritto da Michele Giorgio
Israele, che ha occupato militarmente Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est nel 1967, continua ad avere il pieno controllo del registro della popolazione palestinese. Ogni singolo documento anagrafico deve ottenere l'approvazione di Israele, che controlla tutti gli accessi alla Cisgiordania. Decine di migliaia di palestinesi - 120mila secondo i dati in possesso di Abdallah - vivono nei Territori occupati con visti turistici (con una validità di tre mesi) o più spesso con documenti scaduti che le autorità israeliane rifiutano di rinnovare. Di recente molti palestinesi e cittadini stranieri (anche occidentali) che risiedono o lavorano in Cisgiordania con il visto turistico emesso da Israele si sono visti stampare «Ultimo ingresso» sul passaporto. Ciò significa che passati tre mesi dovranno lasciare i Territori occupati e non farvi più ritorno. «Sono sposata da sette anni con un abitante di Ramallah e sono madre di due bambini. Non ho mai ricevuto il permesso di residenza permanente e continuo ad andare in Giordania ogni tre mesi per rinnovare il visto. Ora i militari israeliani mi hanno avvertito che non riceverò altri permessi. Ho detto che non possono staccarmi dai miei bambini, loro hanno risposto di portarli via con me», ha raccontato Haniya A., nata a Ramallah ma cresciuta negli Usa. Il provvedimento ha colpito anche cittadini europei, tra cui diversi italiani, e statunitensi sposati con palestinesi. L'intervento dell'Unione europea ha impedito l'espulsione silenziosa dei cittadini occidentali che, si dice, presto riceveranno visti della durata di 27 mesi.
I palestinesi denunciano che sono favoriti solo coloro che non hanno origini arabe. «I palestinesi sono in pericolo anche se hanno un passaporto europeo o americano. Se le persone interessate sono occidentali senza origini palestinesi, allora hanno buone speranze di vedersi rilasciare questo visto di lungo periodo di cui si parla», ha affermato Kamal Qaisi, un palestinese con cittadinanza italiana residente a Betlemme. L'ultima «novità» riguarda il «doppio visto». In futuro gli stranieri che vorranno entrare in Cisgiordania, una volta giunti in Israele dovranno chiedere un permesso. Ciò accade già per Gaza e proprio tenendo presente quella situazione, è ovvio che il provvedimento impedirà a volontari, pacifisti, ricercatori, docenti universitari e tanti altri stranieri, di entrare in Cisgiordania




